CHI SIAMO: siamo un gruppo di persone che vivono insieme perché credono che il mondo può scoprire la gioia solo nella comunione oltre ogni differenza. La nostra storia comincia dal 1233 circa, a Firenze, dalla fede e dall'entusiasmo di un gruppo di sette amici. Per continuare tra noi questa amicizia ci dedichiamo all'ascolto della Parola del Signore; ogni giorno spezziamo insieme il pane guadagnato con il nostro lavoro e il Pane eucaristico; facciamo quotidiana memoria di Santa Maria.

COSA FACCIAMO: ovunque il nostro servizio vorrebbe essere il riflesso dell' attenzione di Maria a Cana, dove l'acqua si trasforma nel vino dell'amore e della vita: nei Santuari, dedicati alla Madre del Signore, cerchiamo di accogliere dolori e gioie, delusioni e speranze, aiutando, se possibile, a guarire le ferite della vita o a cantare la gratitudine per i suoi doni; nelle Parrocchie sosteniamo il cammino dei credenti per costruire comunità  cristiane solidali, attente alle esigenze del presente, responsabili del Vangelo;nelle Missioni e dovunque le condizioni sociali lo richiedano, tentiamo di rendere presente e credibile l'annuncio di giustizia e d'amore del Vangelo; in altre comunità  cerchiamo di realizzare spazi di interiorità  dove ogni persona possa cercare e ritrovare, nel silenzio e nell'armonia, quella libertà  che apre alla comunione. Alcuni di noi sono presenti nel mondo della cultura, in quello dell'assistenza ai malati, vicino ai poveri o in altre situazioni perché l'amore annunciato da Cristo sia credibile.

DOVE SIAMO: operiamo in Italia, Argentina, Uruguay, Bolivia , Brasile, Cile, Colombia, Messico, Filippine, India, Birmania, Mozambico, Swaziland, Sud Africa, Uganda, Zaire, Zululald, Repubblica Ceca, Ungheria, Australia, Austria, Belgio, Canada, Francia, Germania, Inghilterra, Irlanda, Spagna, Stati Uniti.

PERCHE TI DICIAMO QUESTO: Perché siamo contenti di aver scelto il servizio e l'amicizia come stile di vita e perché sentiamo che questa scelta può aiutare altre persone a dare senso alla loro vita. Se vuoi, puoi venire a trovarci: per condividere con noi i tuoi progetti e la tua gioia, o per cercare insieme una via che sciolga i tuoi dubbi e ti faccia scoprire un nuovo modo di vivere.

PERCHE' LE MISSIONI:

"... il giorno dopo Giovanni stava ancora lì  con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: "Ecco l'agnello di Dio!".

E i due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, vedendo che lo seguivano, disse: "Che cercate?" Gli risposero: "Rabbi (che significa maestro), dove abiti?" Disse loro: "venite e vedrete". Andarono dunque e videro dove abitava e quel giorno si fermarono presso di lui". (Giovanni 1,35-39)

In questo breve passo del Vangelo è possibile intravedere le motivazioni che inducono tutti a pensare a quale spirito missionario facciano riferimento coloro che cercano veramente Gesù. Esiste una domanda e c'è una affermazione.

"Che cercate?" Noi cerchiamo Gesù: dove abita? " Venite e vedrete ".

Ecco: Cristo non abita in un luogo preciso, con indirizzo fisso, valido per le certezze di tante coscienze. Cristo abita dove c'è sofferenza, dove c'è miseria, dove c'è aspettativa, dove la giustizia diventa auspicio lancinante. Abita su tutte le strade del mondo, dove vive un brandello di umanità  dimenticata, oppressa, perseguitata dall'ignoranza, dalla prepotenza e, peggio, dall'indifferenza di altri uomini.

Forse i nostri Padri fondatori intesero per primi il significato della Parola e il bisogno di diffonderla nel mondo non come un insegnamento ma quasi come un ordine. Andate e insegnate a tutte le genti. Il monito gridato allora e ripreso nel 1233 da un gruppo di monaci che costituirono il nucleo basilare del nostro Ordine (ordine di mendicanti che portano in cuore il nome di Maria) diventa di un'attualità  sconvolgente e induce a predicare la speranza.

Ed ecco i missionari. Che non vuol dire necessariamente portatori di una civiltà  (diversa dalla nostra, e non sappiamo quanto più progredita) ma di un insegnamento nuovo: nel nome di una Fede che non conosce tramonto, in nome di un Amore che trascende ogni confine: in nome di Cristo.

SERVI E SERVE DI MARIA, E LA LORO MISSIONE NEL MONDO

L'Ordine dei Servi di Maria sfiora gli 800 anni di vita. Ebbe origine, infatti, nella prima metà  del Duecento, per l'iniziativa di sette laici fiorentini, mercanti di professione, che nel pieno delle lotte fratricide nel capoluogo toscano, decisero di formare una comunità  di frati impegnandosi a dare una testimonianza concreta di vita fraterna, ispirandosi alla Madre di Gesù, Madre di misericordia.

I Servi di Maria, infatti, sono l'unico istituto religioso maschile sorto nella Chiesa ad essere stato fondato non da uno o due fondatori, ma da un gruppo, i sette Santi Fondatori canonizzati alla maniera di uno solo perché da sempre venerati insieme.

Quale il significato di tutto questo? Se dai sette Fondatori dei Servi di Maria non uscirono sette famiglie religiose, ma una sola famiglia, cioè sottolinea che per i Servi l'essere uniti, lo stare insieme, il dare prova di fraternità è considerato valore prioritario persino rispetto al modo di stare insieme.

Tale unità  nella diversità è una costante lungo tutta la storia dell'Ordine dei Servi.

Sino alla prima metà  del 1800, i Servi di Maria conobbero un crescente sviluppo, attraverso alterne fasi, soltanto in Italia e in Europa.

Questo limite per così dire geografico delle sue presenze fu pagato a caro prezzo quando in seguito alle soppressioni dell'unità  napoleoniche e dei governi dell'unità d'Italia, i Servi perdettero gran parte dei loro conventi e furono ridotti, da alcune migliaia che erano, a poche centinaia. Decisero allora fondazioni all'estero: in Belgio, in Inghilterra, in Canada, negli Stati Uniti d'America e successivamente in America Latina e in Australia.

Le vocazioni non mancarono e l'Ordine conobbe una nuova fioritura che si allargò anche ad istituti ed organismi che, aggregati ai Servi di Maria, ne condividono la spiritualità : monasteri di claustrali, oltre una ventina di Congregazioni religiose femminili due Istituti Secolari, l'Ordine Secolare dei Servi di Maria, le Diaconie laiche dei Servi e il Movimento Giovanile Servitano. Quest'insieme di espressioni della spiritualità  dei Servi porta il nome di Famiglia Servitana che comprende mille frati, cinquemila suore, diverse migliaia di sorelle e fratelli secolari. Alla vigilia della prima guerra mondiale i Servi di Maria accettarono dalla Sede apostolica una missione nel Sudafrica, nello stato dello Swaziland, e pochi anni più tardi in Amazzonia, nel nord del Brasile: missioni in cui operano anche oggi.

Seguì l'assunzione dell'attività  missionaria nell'Aysen (profondo Cile) e nello Zululand (Sudafrica).Nel 1950, la soppressione, ad opera del regime comunista, dei conventi della provincia ungherese, costituì una ferita dolorosa.

Con la caduta dei regimi comunisti, la presenza dei Servi è ripresa in Ungheria e anche nella Repubblica Ceca. L'indomani della celebrazione del Concilio Vaticano Secondo l'Ordine si aprì a nuove fondazioni: in India, nelle Filippine, in Mozambico e negli anni più recenti in Uganda. Significativa anche la recente fondazione in Albania. Quasi ovunque, accanto ai frati Servi di Maria, operano anche suore di Congregazioni religiose aggregate all'Ordine e fiorenti fraternità  secolari.

L'impegno nelle nuove fondazioni, oltre ad aver accentuato il carattere internazionale dell'Ordine, ha visto una rifioritura vocazionale che in parte compensa la crisi di vocazioni che ha colpito la Chiesa soprattutto nei paesi del nord del mondo. Tuttavia le nuove fondazioni presenti in aree del mondo segnate da povertà , analfabetismo, malattie endemiche, disordini sociali, richiedono uno sforzo di cooperazione che sarebbe insostenibile senza l'aiuto di tutti.

In un mondo segnato da sanguinose divisioni, i Servi di Maria sono convinti della piena attualità  del loro carisma originario quello di testimoniare una fraternità  ad ogni costo, convinti che il comandamento dell'amore è la prima e sola verità  nella quale l'umanità può riconoscersi e vivere nella giustizia e nella pace.

 

 

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